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È meglio dare che ricevere
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Altruismo e buona salute
gente
L'altruismo fa bene al corpo ed alla salute psicosomatica, innanzitutto. Diverse ricerche hanno dimostrato che l'altruismo e la solidarietà ottengono alle persone altruiste maggior longevità, una significativa riduzione delle sostanze chimiche che generano stress nell'organismo ed un aumento della produzione di endorfine; miglior funzionamento del sistema immunitario, del metabolismo, del sistema cardiovascolare, del sistema digerente, del sistema nervoso; un sonno qualitativamente migliore. Insomma, maggior facilità a conservare la salute psicofisica. Si direbbe un sogno, un'utopia. Invece, pare che le cose stiano proprio cosi. Da diversi anni, molti scienziati hanno cominciato ad analizzare in modo più quantificato e preciso gli straordinari benefici che derivano dalla pratica dell'altruismo, della solidarietà e della bontà verso gli altri. Secondo questo nuovo filone di ricerca, l'occuparsi del prossimo – sia sviluppando profondi sentimenti di accettazione e di apertura agli altri, sia esercitando l'altruismo in generale, o impegnandosi in gesti concreti di carità, o dedicandosi a particolari cause filantropiche – produce benefici effetti sulla salute fisica. Anzi, i risultati di numerose ricerche si orientano verso la conclusione che la filantropia è una delle chiavi più importanti del benessere psicofisico dell'individuo. Quindi, il mantenersi attivi nel servizio degli altri è una metodologia efficace per contrastare il prematuro deteriorarsi del corpo e della mente. 
 
Norman Vincent Peale cita un'indagine condotta da una compagnia di assicurazioni sui clienti che avevano stipulato una assicurazione sulla vita e che erano vissuti fino a cento anni o più. Alla domanda: «Qual è la cosa più importante che ha imparato nel corso della sua lunga vita?», la risposta più frequente era «Ad amare il prossimo come me stesso». Il dottor Peale concludeva osservando come queste persone “Vivono più a lungo... perché si sono liberati dall'influenza negativa di sentimenti come la rabbia, l'odio, il sospetto, la colpa e l'ansia”. Tali velenose emozioni, infatti, possono condurre al cinismo, all'ostilità e all'isolamento: caratteristiche queste che si rivelano spesso come componenti primarie delle disfunzioni cardiovascolari e, probabilmente, anche dell'insorgenza di tumori. Eminenti cardiologi come Dean Ornlsh e Herbert Benson, e oncologi come Bernard Siegei, sostengono che quando si verifica un miglioramento nelle nostre relazioni interpersonali e nel nostro atteggiamento psicologico, automaticamente viene velocizzato il processo di guarigione e ridotto il rischio di sviluppare malattie gravi. 

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