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Scriveva anni fa il più grande studioso biblico della storia della Passione, Raymond Brown: "È una constatazione poco lusinghiera per la natura umana quanto più fantastico è lo scenario immaginato, tanto più sensazionale è la propaganda che riceve e più forte l’interesse che suscita. Persone che non si darebbero mai la pena di leggere un’analisi seria delle tradizioni storiche sulla passione, morte e risurrezione di Gesù, sono affascinate da ogni nuova teoria secondo cui egli non fu crocifisso e non morì, specialmente se il seguito della storia comprende la sua fuga con Maria Maddalena verso l’India [o verso la Francia, secondo la versione più aggiornata]…Queste teorie dimostrano che quando si tratta della Passione di Gesù, a dispetto della massima popolare, la fantasia supera la realtà, ed è, ahimè, anche più redditizia" [2].

Si fa un gran parlare del tradimento di Giuda e non ci si accorge che lo si sta rinnovando. Cristo viene ancora venduto, non più ai capi del sinedrio per trenta denari, ma a editori e librai per miliardi di denari… Nessuno riuscirà a fermare quest’ondata speculativa, che anzi registrerà un’impennata con l’uscita imminente di un certo film, ma essendomi occupato per anni di Storia delle origini cristiane sento il dovere di attirare l’attenzione su un equivoco madornale che è al fondo di tutta questa letteratura pseudo-storica.

I vangeli apocrifi sui quali ci si appoggia sono testi da sempre conosciuti, in tutto o in parte, ma con i quali neppure gli storici più critici e più ostili al cristianesimo hanno mai pensato, prima d’oggi, che si potesse fare della storia. Sarebbe come se fra qualche secolo si pretendesse ricostruire la storia attuale basandosi sui romanzi scritti nella nostra epoca.

L’equivoco madornale consiste nel fatto che si utilizzano questi scritti per far dire loro esattamente il contrario di quello che intendevano. Essi fanno parte della letteratura gnostica del II e III. La visione gnostica - un misto di dualismo platonico e di dottrine orientali rivestito di idee bibliche -, sostiene che il mondo materiale è una illusione, opera del Dio dell’Antico Testamento, che è un dio cattivo, o almeno inferiore; Cristo non è morto sulla croce, perché non aveva mai assunto, se non in apparenza, un corpo umano, essendo questo indegno di Dio (docetismo).

Se Gesù, secondo il Vangelo di Giuda, di cui si è fatto gran parlare nei giorni scorsi, ordina lui stesso all’apostolo di tradirlo è perché, morendo, lo spirito divino che è in lui potrà finalmente liberarsi dell’involucro della carne e risalire al cielo. Il matrimonio che presiede alle nascite è da evitare (encratismo); la donna si salverà solo se il "principio femminile" (thelus) da essa impersonato, si trasformerà nel principio maschile, cioè se cesserà di essere donna [3].

La cosa buffa è che oggi c’è chi crede di vedere in questi scritti l’esaltazione del principio femminile, della sessualità, del pieno e disinibito godimento di questo mondo materiale, in polemica con la Chiesa ufficiale che, con il suo manicheismo, avrebbe sempre conculcato tutto ciò!
Lo stesso equivoco che si nota a proposito della dottrina della reincarnazione. Presente nelle religioni orientali come una punizione dovuta a precedenti colpe e come la cosa a cui si anela a porre fine con tutte le forze, essa è accolta in occidente come una meravigliosa possibilità di tornare a vivere e a godere indefinitamente di questo mondo.
Sono cose che non meriterebbero di essere trattate, ma non possiamo permettere che il silenzio dei credenti venga scambiato per imbarazzo e che la buona fede (o la dabbenaggine?) di milioni di persone venga grossolanamente manipolata dai media, senza alzare un grido di protesta in nome non solo della fede, ma anche del buon senso e della sana ragione.

(Tratto dalla Predica del Venerdì Santo 2006 di padre Raniero Cantalamessa).



[1] H. Bloom, nel saggio interpretativo che accompagna l’edizione di M. Meyer, The Gospel of Thomas, HarperSan Francisco, s.d., p. 125.

[2] R. Brown, The Death of the Messiah, II, New York 1998, pp. 1092-1096.

[3] Vedi il logion 114 nello stesso Vangelo di Tommaso (ed. Mayer, p. 63); nel Vangelo degli Egiziani Gesù dice: "Sono venuto a distruggere le opere della donna" (Cf. Clemente Al., Stromati, III, 63). Questo spiega perché il Vangelo di Tommaso divenne il vangelo dei manichei, mentre fu combattuto aspramente dagli autori ecclesiastici (per es. da Ippolito di Roma) che difendevano la bontà del matrimonio e del creato in genere.







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