{"id":4088,"date":"2025-06-27T15:01:05","date_gmt":"2025-06-27T15:01:05","guid":{"rendered":"https:\/\/informacristo.org\/site\/?p=4088"},"modified":"2025-06-27T15:01:07","modified_gmt":"2025-06-27T15:01:07","slug":"lo-sguardo-di-gesu-e-un-giovane-ricco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/lo-sguardo-di-gesu-e-un-giovane-ricco\/","title":{"rendered":"Lo sguardo di Ges\u00f9 e un giovane ricco"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>(Marco 10,17-22)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Introduzione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Sono particolarmente contento del tema che mi \u00e8 stato affidato dal vescovo mons. Erminio De Scalzi, abate di questa basilica, non solo perch\u00e9 mi richiede di essere eco del vangelo dell\u2019incontro tra Ges\u00f9 e il giovane ricco, ma perch\u00e9 mi ha costretto a ricercare e a pensare sullo sguardo di Ges\u00f9, sul vedere di Ges\u00f9. Meravigliato dalla scarsit\u00e0 di contributi su questo tema, ho voluto dedicare alcuni giorni per leggere meglio questo testo evangelico, e ora oso offrirvi quel che ho trovato.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>1. Vedere, guardare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vedere, essere visto, \u00e8 un\u2019operazione importante nella nostra vita umana. Accanto all\u2019ascolto, il vedere \u00e8 decisivo nel nostro venire al mondo. Dopo pochi giorni dalla nascita, noi apriamo gli occhi e vediamo\u2026 e cos\u00ec entriamo in relazione con gli altri, con le cose. \u00c8 soprattutto il vedere che provoca la conoscenza e quindi il riconoscimento; \u00e8 attraverso il vedere che accendiamo la relazione ed entriamo in relazione. Vedere \u00e8 un\u2019operazione che, essendo in atto quando noi non siamo preda del sonno, pu\u00f2 rispondere solo a riflessi; ma se \u00e8 un\u2019operazione di cui si \u00e8 consapevoli, se \u00e8 un\u2019operazione a cui ci esercitiamo, se \u00e8 \u201ceducata\u201d, diventa per noi il primo modo di comunicazione con l\u2019altro.<br>Guardare \u00e8 una cosa, vedere un\u2019altra, e fissare lo sguardo sta nel registro del vedere, non del guardare. Per questo occorre \u201csaper vedere\u201d, e non si \u00e8 mai finito di imparare quest\u2019arte da cui dipende la comunicazione, la comunione, e quindi il sapore della vita. Di conseguenza, \u201cessere visti\u201d \u00e8 l\u2019esperienza decisiva dell\u2019alterit\u00e0: \u201cAltro \u00e8 per principio colui che mi guarda\u201d (Jean-Paul Sartre). Se fossimo semplicemente guardati, e non visti, saremmo in una situazione disumana: abbiamo bisogno che qualcuno ci veda, che fissi lo sguardo su di noi, perch\u00e9 questo dice che qualcuno si accorge di noi, che possiamo ricevere uno sguardo da qualcuno. Essere visti \u00e8 il primo modo di sentire la fiducia riposta dagli altri in noi. In ogni relazione che fa parte della nostra vita, noi non dimentichiamo mai quando \u201cabbiamo visto\u201d, quando \u201csiamo stati visti\u201d\u2026 \u00c8 significativo che nel&nbsp;<em>Bhagavadgita<\/em>, poema sacro dell\u2019induismo, stia scritto: \u201cLa salvezza sta nello sguardo\u201d.<br>Per ciascuno di noi resta dunque possibile decidere il nostro sguardo, con cui scegliamo di sentire, di toccare l\u2019altro: nel nostro sguardo c\u2019\u00e8 l\u2019inizio di un tattilit\u00e0, sicch\u00e9 noi possiamo avere uno sguardo che accarezza o uno sguardo che uccide, uno sguardo che scalda o uno sguardo che uccide, uno sguardo mite o uno sguardo che cattura e seduce, uno sguardo che desta fiducia o uno sguardo che incute timore, spavento. Ognuno di noi con lo sguardo raggiunge l\u2019altro, gi\u00e0 gli parla e gi\u00e0 lo tocca.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>2. Il guardare, il vedere di Ges\u00f9<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nei racconti riguardanti Ges\u00f9, si dice che egli ha ascoltato, ha parlato, ha visto\u2026 E ogni evangelista nel narrare azioni e parole di Ges\u00f9 mette in evidenza in particolari occasioni, e in un suo modo proprio, il vedere, il guardare di Ges\u00f9. Tuttavia va riconosciuto che il vangelo secondo Marco dedica una particolare attenzione al vedere di Ges\u00f9, ai suoi modi diversi di guardare, a tal punto che \u00e8 stato definito \u201cil vangelo degli sguardi\u201d. Non \u00e8 un caso che solo il vangelo secondo Marco contenga il seguente rimprovero di Ges\u00f9 ai discepoli: \u201cAvete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite?\u201d (Mc 8,18).<br>In questo vangelo per ben 27 volte si attesta il vedere di Ges\u00f9, nelle sue varie sfumature: vedere, fissare lo sguardo, guardare attorno, osservare. Il primo sguardo di Ges\u00f9 \u00e8 verso i cieli, che vede aperti nel momento della sua immersione nel Giordano (cf. Mc 1,10). Ma poi \u00e8 soprattutto uno sguardo per gli uomini:<br>sguardo che chiama alla sequela (cf. Mc 1,16.19);<br>sguardo che sa vedere la fede in chi gli porta un paralitico su una barella (cf. Mc 2,5) o tocca di nascosto il suo mantello (cf. Mc 5,31-32);<br>sguardo che vede con compassione una folla come pecore senza pastore (cf. Mc 6,34) o vede i suoi discepoli esauriti per il remare nella tempesta (cf. Mc 6,48).<br>Non va infine sottovalutata l\u2019annotazione di Marco riguardo a Ges\u00f9 che, entrato trionfalmente a Gerusalemme, \u201cverso sera, dopo aver guardato ogni cosa attorno, usc\u00ec con i Dodici verso Betania\u201d (Mc 11,11). Quello di Ges\u00f9 \u00e8 anche un guardare attorno, uno sguardo che egli fa circolare, come se volesse cercare con gli occhi, leggendo il cuore dei suoi interlocutori o indicando in loro i destinatari delle sue parole (cf. Mc 3,5.34; 5,32; 10,23).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>3. L\u2019incontro con il giovane ricco e gli sguardi di Ges\u00f9 su di lui e sui discepoli<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il brano dell\u2019incontro tra Ges\u00f9 e il giovane ricco \u00e8 particolarmente eloquente sul vedere di Ges\u00f9. Cerchiamo dunque di commentarlo accuratamente, facendo seguire a esso anche qualche annotazione sugli sguardi rivolti da Ges\u00f9 ai discepoli che lo attorniano.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Prima scena: \u201cGes\u00f9, fissato lo sguardo su di lui, lo am\u00f2\u201d (Mc 10,17-22)<\/em><br><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un tale di cui Marco non specifica l\u2019identit\u00e0, in modo che ognuno di noi possa riconoscersi in lui, corre e si inginocchia davanti a Ges\u00f9 che \u00e8 in cammino, per interrogarlo, per porgli domande (cf. Mc 10,17). Appare cos\u00ec una persona che cerca con passione, infatti corre, e cerca qualcuno, un maestro, perch\u00e9 lo aiuti nella sua ricerca \u2013 diremmo oggi \u2013 di senso: \u201cChe cosa devo fare per avere in eredit\u00e0 la vita eterna?\u201d (ibid.). \u00c8 uno che, per lo meno, ha venerazione per i \u201cmaestri\u201d, gli \u201cin-segnanti\u201d, quelli che fanno segno, che sanno indicare la via, e forse ha sentito parlare di Ges\u00f9. Per questo si inginocchia davanti a lui e lo chiama: \u201cDid\u00e1skale agath\u00e9\u201d, \u201cMaestro buono\u201d (ibid.), dunque maestro capace di amore, e cos\u00ec gli confessa un grande riconoscimento.<br>Ges\u00f9 per\u00f2 non gli risponde subito, anzi gli pone una contro-domanda, chiedendogli consapevolezza delle parole da lui dette e rimandandolo a se stesso: \u201cPerch\u00e9 mi chiami buono? Nessuno \u00e8 buono, se non Dio solo\u201d (Mc 10,18). C\u2019\u00e8 una motivazione che ispira costui a definire Ges\u00f9 \u201cbuono\u201d? Perch\u00e9 in verit\u00e0 tutti gli uomini sono cattivi (cf. Mt 7,11; Lc 11,13). Basta conoscere i comandamenti per rendersi conto di quanto ogni uomo, ogni donna sia mancante; soprattutto ascoltando i comandamenti della seconda tavola della Legge, riguardanti il rapporto tra ciascuno di noi e gli altri (cf. Es 20,12-16; Dt 5,16-20), \u00e8 facile discernere la presenza della malvagit\u00e0 nell\u2019uomo. Ges\u00f9 dunque ricorda al suo interlocutore questi comandi, di cui cinque negativi e uno positivo (cf. Mc 10,19). Ecco il terreno su cui interrogarsi per orientarsi verso il bene, per conoscere la strada su cui si cammina, per trovare l\u2019eredit\u00e0 della vita eterna, il Regno di Dio, la vita per sempre con lui. Nel vangelo secondo Matteo non si dir\u00e0 forse che ognuno sar\u00e0 giudicato sul suo rapporto con gli altri (cf. Mt 25,31-46)? E l\u2019Apostolo Paolo non ricorder\u00e0 forse i comandamenti, in una perfetta corrispondenza con le parole rivolte da Ges\u00f9 a questo tale (cf. Rm 13,8-9)?<br>Quest\u2019uomo che interroga Ges\u00f9 deve interrogare se stesso, deve comprendere che la bont\u00e0 che Dio vuole \u00e8 la bont\u00e0 verso gli altri, e che il male che Dio non vuole \u00e8 il male che facciamo agli altri. Ogni comando di Dio \u00e8 dato perch\u00e9 l\u2019uomo si umanizzi, diventi pi\u00f9 buono, tenda all\u2019amore, pienezza di tutta la Legge (cf. Rm 13,9-10; Gal 5,14). Ma di fronte a queste parole di Ges\u00f9, quest\u2019uomo pieno di zelo, forse \u201cgiovane\u201d \u2013 come lo definisce Matteo (Mt 19,20) \u2013, afferma con una certa ingenuit\u00e0: \u201cMaestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza\u201d (Mc 10,20). Ha tentato di osservarle \u2013 diciamo noi \u2013 e l\u2019ha fatto con zelo, con convinzione, con spirito di obbedienza. Ges\u00f9, che conosce ogni uomo (cf. Gv 2,24-25), sa che in verit\u00e0 questo giovane non ha osservato pienamente la Legge, ma, accogliendo quella sua convinzione generosa, entra in una relazione pi\u00f9 profonda con lui.<br>A questo punto Marco \u2013 e solo lui \u2013 scrive: \u201cAllora Ges\u00f9, fissato lo sguardo su di lui, lo am\u00f2\u201d, \u201c<em>ho de Ieso\u00fbs embl\u00e9psas aut\u00f4 eg\u00e1pesen aut\u00f2n<\/em>\u201d (Mc 10,21). Attraverso il guardare, il fissare lo sguardo, Ges\u00f9 vuole comunicare in modo pi\u00f9 profondo con quel giovane, vuole che egli \u201csi senta visto\u201d (esperienza per ognuno di noi straordinaria e decisiva, quando avviene veramente!), si senta conosciuto nel suo cuore, si senta accolto. Di fatto Ges\u00f9 mostra al giovane di essere come lui lo ha chiamato, \u201cbuono\u201d, capace di amore, di essere come il Signore che \u201cguarda il cuore\u201d, che discerne in profondit\u00e0, non come l\u2019uomo che guarda l\u2019esteriorit\u00e0 (cf. 1Sam 16,7). Ges\u00f9 guarda quell\u2019uomo, vede che c\u2019\u00e8 fuoco sotto la cenere, soffia su quella cenere perch\u00e9 appaia la brace e arda il cuore, arda di amore, in modo che il suo amore incontri l\u2019amore preveniente e gratuito donatogli da Ges\u00f9 stesso. S\u00ec, in questo modo di vedere che non \u00e8 possessivo, che non abusa, ma \u00e8 benevolo, pieno di affetto e gratuito, Ges\u00f9 di fatto lo ama. Quel giovane si \u00e8 sentito guardato e amato dal Signore: ecco il culmine del nostro brano evangelico! Per lui il volto di Ges\u00f9 \u00e8 diventato il volto di uno che offre attenzione e amore, sicch\u00e9 questi non vanno meritati, vanno solo accolti con stupore, perch\u00e9 sono la grazia. Quello sguardo di Ges\u00f9 \u00e8 stato come una carezza, come un bacio sulla bocca\u2026 bacio che il maestro dava al discepolo al tempo di Ges\u00f9: sulla bocca, come nel caso di Giuda (cf. Mc 14,45 e par.), o sul capo, come \u00e8 testimoniato di altri rabbi. Potremmo leggere questo sguardo come fa Beda il Venerabile commentando lo sguardo di Ges\u00f9 sul pubblicano Matteo (cf. Mt 9,9: \u201cVidit ergo Iesus publicanum, et quia miserando atque eligendo vidit, ait illi: Sequere me\u201d. \u201cGes\u00f9 vide il pubblicano, lo vide facendogli misericordia, e lo chiam\u00f2 dicendogli: \u2018Seguimi!\u2019\u201d (Omelie 21, CCL 122,150).<br>Siamo dunque al punto pi\u00f9 profondo dell\u2019incontro, della relazione tra Ges\u00f9 e il giovane, dove \u00e8 possibile dire quello che sarebbe indicibile senza aver raggiunto quell\u2019intensit\u00e0 di comunicazione data dal vedere-essere visto, dall\u2019amare-essere amato. E cos\u00ec ora Ges\u00f9 pu\u00f2 dirgli la verit\u00e0 pi\u00f9 profonda: \u201cUna cosa sola ti manca\u201d (Mc 10,21). Se tu avessi tutto, allora il Signore sarebbe il tuo Pastore, ma ti manca una cosa sola per non mancare di nulla \u2013 \u201cIl Signore \u00e8 il mio Pastore, non manco di nulla\u201d (Sal 23,1) \u2013, perch\u00e9 il Signore \u00e8 buono, e amore, e se si ha l\u2019amore, si ha tutto!<br>Ges\u00f9 non gli dice: \u201cS\u00ec, tutto va bene, ma se vuoi fare qualcosa di pi\u00f9, allora va\u2019 e vendi i tuoi beni\u2026\u201d, ma gli dice: \u201cTi manca una cosa, lasciare tutto e seguire me\u201d (cf. Mc 10,21). Ecco dove Ges\u00f9 ha portato il giovane con il suo sguardo e il suo amarlo: a riconoscere che gli manca qualcosa, una sola, ma che dunque non pu\u00f2 essere soddisfatto di se stesso. Egli deve ormai rispondere a quello sguardo, deve sentire che lo sguardo e l\u2019amore di Ges\u00f9 lo spingono a cambiare vita, a prendere un nuovo orientamento, a mutare i rapporti che ha con gli altri e con le cose, per poter seguire Ges\u00f9 e aderire a lui. Seguire Ges\u00f9 senza riserve, senza avere garanzie o vie di fuga, comporter\u00e0 per tutti una decisione da cui non si pu\u00f2 tornare indietro: se si hanno beni, si vendono e si danno ai poveri; se si ha una famiglia e la si abbandona; se si ha una professione e la si lascia, allora si pu\u00f2 seguire Ges\u00f9 senza nostalgie e senza indecisioni per scelte ancora da fare.<br>Ma a queste parole egli si fa triste e si tira indietro (cf. Mc 10,22). Non crede a quello sguardo, non crede a quell\u2019amore di Ges\u00f9, e quindi non sa rispondere a Ges\u00f9. Nella sua ricerca di senso questo giovane pieno di zelo e di ardente desiderio \u00e8 giunto alla possibilit\u00e0 di scegliere: non scegliere cosa fare, ma scegliere di essere e scegliere come trovare pienezza nella propria indigenza. Ma di fronte a quell\u2019offerta di Ges\u00f9, offerta di rischiare l\u2019amore, si rabbuia, cambia volto, si incupisce, e con la tristezza che lo domina se ne va di nuovo per la sua strada, lontano da Ges\u00f9, il maestro, rabbi, in-segnante, che aveva cercato per ricevere dei segni-segnali nella sua vita. Esce di scena \u201c<em>lupo\u00famenos<\/em>, rattristato perch\u00e9 aveva molte ricchezze (<em>poll\u00e1<\/em>)\u201d (Mc 10,22), troppe per essere libero di seguire Ges\u00f9. Tra il mettere la fede-fiducia in Ges\u00f9, rischiando la vita, e l\u2019avere fiducia nelle ricchezze che possiede (o che forse lo possiedono!), preferisce questa seconda situazione, a cui \u00e8 abituato\u2026 Scopriamo cos\u00ec che questo giovane in realt\u00e0 osservava formalmente la Legge, ma non ne comprendeva n\u00e9 lo spirito n\u00e9 il t\u00e9los. Nel cosiddetto Vangelo degli Ebrei si testimonia l\u2019aggiunta di questo significativo inciso tra il v. 22 e il v. 23:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora il ricco si mise a grattarsi la testa e fu triste. E il Signore gli disse: \u201cCome puoi dire: ho osservato la Legge e i Profeti? \u00c8 scritto nella Legge: \u2018Tu amerai il tuo prossimo come te stesso\u2019 (Lv 19,17), ed ecco che un gran numero dei tuoi fratelli figli di Abramo sono vestiti di cenci e muoiono di fame mentre la tua casa \u00e8 piena di beni in abbondanza e assolutamente nulla esce da essa per loro. E voltatosi verso Simone seduto accanto a lui disse: \u2018Simone, figlio di Giona, \u00e8 pi\u00f9 facile per un cammello passare per la cruna di un ago che per un ricco entrare nel Regno dei cieli!\u2019\u201d (Origene, Commento al vangelo secondo Matteo 15,14).<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">S\u00ec, quello sguardo di Ges\u00f9 (<em>embl\u00e9psas<\/em>) ha raggiunto il giovane ricco, ma non \u00e8 riuscito a liberarlo dalla prigione dell\u2019avere per collocarlo nella libert\u00e0 dell\u2019essere.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Seconda scena: \u201cGes\u00f9, volgendo lo sguardo attorno\u2026 Ges\u00f9, guardandoli in faccia\u2026\u201d (Mc 10,23-27)<\/em><br><br><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Allora \u201cGes\u00f9, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: \u2018Quanto \u00e8 difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!\u2019\u201d (Mc 10,23). Ecco un altro modo di guardare da parte di Ges\u00f9: volge lo sguardo attorno (peribleps\u00e1menos). Guarda tutti i discepoli e le folle che lo ascoltano per dire loro una parola forte. Con lo sguardo percorre in modo circolare l\u2019uditorio, come per rivolgersi a ciascuno dei presenti, e mette in guardia denunciando una difficolt\u00e0 radicale della quale Ges\u00f9 stesso sembra stupirsi: come sar\u00e0 difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio. Ci\u00f2 che \u00e8 appena avvenuto, e si \u00e8 concluso con l\u2019andata via del giovane ricco, ne \u00e8 una conferma.<br>Davvero la ricchezza \u00e8 qualcosa che cattura la fiducia, la fede dell\u2019uomo, \u00e8 ci\u00f2 che pi\u00f9 facilmente si fa idolo e rende l\u2019uomo idolatra (\u201cl\u2019avarizia \u00e8 idolatria\u201d: Col 3,5). Per questo Ges\u00f9 ha chiamato la ricchezza \u201cMammona\u201d (Mt 6,24, Lc 16,13), utilizzando la parola aramaica&nbsp;<em>mamon<\/em>&nbsp;che ha nella sua radice proprio il verbo della fede, dell\u2019\u201caderire con fiducia\u201d (<em>aman<\/em>): perch\u00e9 sapeva che l\u2019uomo fa affidamento su di essa pi\u00f9 facilmente che su tutto il resto, pi\u00f9 che sui vincoli di sangue, di vicinanza. Di fronte a ogni sorta di bisogno o di male la ricchezza appare come un possibile antidoto, come una via per contrastare il male o uscire dalla sofferenza. Diciamo la verit\u00e0: in che cosa crede la gente? Nel denaro, e per questo giustamente Walter Benjamin in un suo scritto del 1921 osservava che \u201cnell\u2019accumulo di denaro, nel perseguire il profitto si deve vedere una forma di religione\u201d. Non \u00e8 un caso che pi\u00f9 si aumentano i beni posseduti, meno si fa fiducia agli altri e all\u2019Altro, Dio. I beni, il denaro o le cose determinano la mente e il cuore di chi li possiede, plasmano un modo di pensare e di sentirsi al mondo. Il benessere in cui uno vive, il potere di cui uno dispone, la vanit\u00e0 dell\u2019ostentazione di ci\u00f2 che si ha, rendono ciascuno di noi diverso, spingono a confidare, a mettere fiducia nei beni, fino a pensare che in queste condizioni \u00e8 pi\u00f9 facile salvarsi. Ecco l\u2019inganno: salvarsi, e dunque non attendere pi\u00f9 la salvezza da Dio!<br>I discepoli sono sconcertati da queste parole di Ges\u00f9 sulla difficolt\u00e0 dei ricchi a entrare nel Regno, ma Ges\u00f9, chiamandoli con dolcezza \u201cfigli\u201d (t\u00e9kna: Mc 10,24), ribadisce ci\u00f2 che ha detto ricorrendo a un\u2019immagine paradossale, quella del cammello che passa per la cruna di una ago. Ebbene, \u00e8 pi\u00f9 facile che avvenga questo (cf. Mc 10,25). L\u2019animale pi\u00f9 grande pu\u00f2 forse passare per lo spazio pi\u00f9 stretto? Ma questo \u00e8 pi\u00f9 facile rispetto all\u2019entrare di un ricco nel Regno di Dio! Lo sbigottimento dei discepoli si fa ancora pi\u00f9 grande, ed essi gli chiedono: \u201cMa allora chi pu\u00f2 essere salvato? (Mc 10,26). Chi potr\u00e0 entrare nel Regno?\u201d. Ges\u00f9 legge sul volto dei discepoli quello sgomento, quell\u2019aporia: se \u00e8 cos\u00ec, allora per gli uomini c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di vita eterna?<br>Segue allora il terzo sguardo di Ges\u00f9, espresso con lo stesso verbo (e la stessa forma verbale, il participio) usato per il giovane ricco:&nbsp;<em>embl\u00e9psas<\/em>&nbsp;(Mc 10,27). Questa volta fissa lo sguardo sui discepoli soltanto, quasi per dire: \u201cMi rivolgo a voi, dunque non dovete temere\u201d. Ed ecco la sua parola: \u201cImpossibile agli uomini, ma non a Dio! Perch\u00e9 tutto \u00e8 possibile a Dio\u201d (ibid.). Gli uomini non possono dare la salvezza, anche se la cercano. L\u2019uomo da s\u00e9 non pu\u00f2 dare senso, non pu\u00f2 trovare ci\u00f2 che fa salva la vita. Resta sempre con \u201cqualcosa che gli manca\u201d, come il giovane ricco; resta sempre inadeguato a raggiungere la pienezza e la beatitudine; resta un mendicante che ha bisogno di essere guardato e amato, ma guardato nel cuore, non come vedono gli uomini, e amato per sempre, senza meritare l\u2019amore. Solo Dio \u00e8 capace di questo, solo il Signore\u2026<br>Riecheggiano allora le parole di uno dei tre messaggeri alle querce di Mamre, di fronte all\u2019incredulit\u00e0 di Sara nella promessa di un figlio: \u201cC\u2019\u00e8 forse qualche cosa d\u2019impossibile per il Signore?\u201d (Gen 18,14). Per il discepolo occorre seguire Ges\u00f9 che prega dicendo: \u201cAbba! Padre! Tutto \u00e8 possibile a te\u201d (Mc 14,36), occorre credere che tutto \u00e8 possibile a Dio!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Questo brano evangelico ha attraversato i secoli ed \u00e8 giunto fino a noi come racconto di vocazione di un giovane: una vocazione abortita, una vocazione mancata, con l\u2019esito di una grande tristezza. Questo dice la forza della nostra pagina per ognuno che si fa discepolo, che incontra nella sua vita il Signore.<br>Ma io credo che questo testo riguardi non solo la vocazione di ciascuno di noi, bens\u00ec il nostro quotidiano, nel quale sempre cerchiamo il volto di Ges\u00f9 che ci precede, lo sguardo di Ges\u00f9 che ci discerne e ci parla. Ges\u00f9 mi guarda, guarda ciascuno di noi, fissa lo sguardo sul nostro volto e guardandoci ci ama. Noi crediamo a questo sguardo? Siamo attenti a leggere questo sguardo nella sua gratuit\u00e0, nel suo non voler sedurre, nel suo offrirci amore senza imporlo? Siamo disposti ad accogliere questa precedenza con cui il Signore ci ama e ci discerne, anche se noi non ci giudichiamo degni?<br>Queste sono domande serie implicate nella nostra preghiera, nella nostra assiduit\u00e0 con il Signore: la qualit\u00e0 della nostra relazione con il Signore si gioca qui\u2026 Qui, in questo incrocio di sguardi, quello del Signore e il mio, assumo o non assumo la capacit\u00e0 di vedere il Signore che mi guarda attraverso gli occhi del povero, il volto del sofferente, lo sguardo bisognoso dell\u2019ultimo. \u00c8 sempre questione di saper \u201cvedere\u201d e sapere cosa significhi \u201cl\u2019essere visti\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Milano, Basilica di S. Ambrogio, (1 aprile 2014)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(Marco 10,17-22) Introduzione Sono particolarmente contento del tema che mi \u00e8 stato affidato dal vescovo mons. Erminio De Scalzi, abate di questa basilica, non solo perch\u00e9 mi richiede di essere eco del vangelo dell\u2019incontro tra Ges\u00f9 e il giovane ricco, ma perch\u00e9 mi ha costretto a ricercare e a pensare sullo sguardo di Ges\u00f9, sul [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4090,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"","_et_pb_old_content":"","_et_gb_content_width":"","ngg_post_thumbnail":0,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-4088","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4088","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4088"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4088\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4096,"href":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4088\/revisions\/4096"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4090"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4088"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4088"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/informacristo.org\/ic-new\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4088"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}