
Eppure se ci pensiamo bene, scopriamo che la domanda è pertinente, anzi necessaria. Perché è la bruttezza, la malvagità del male che noi sappiamo provocare, a chiamare in causa la bellezza, ossia il bene, la bontà…
piccolo pezzo di mondo che è ognuno di noi. Nutrendosi di bellezza, il nostro io a poco a poco si libera dalle sue ristrettezze e dalla volontà appropriativa, nonché dalle sue
paure e dalle sue ansie, si libera insomma da tutto quel magma incandescente e a volte marcescente il cui insieme denominiamo ego, spesso all’origine del cosiddetto male di vivere e di tanta sofferenza”».
«Educarci alla bellezza significa salvarci, trarci fuori dal gorgo della bruttezza e dell’inautenticità quotidiana. Quando Simone Weil s’interrogava sul perché siamo al mondo, si rispondeva:siamo qui per fare esperienza di bellezza. Io ne darei una definizione operativa: l’uomo è un essere capace di migliorare. L’uomo può essere qualcosa di straordinario».Vito Mancuso
___________________



