Oggi mi è capitato di leggere la presentazione di un libro, Catene e terrore (Dehoniane, 2013), che raccoglie le memorie di un cristiano martire del nostro tempo. Si tratta di Ioan Ploscaru, vescovo della diocesi greco-cattolica di Lugoj, vissuto per quindici anni nelle prigioni rumene durante il regime comunista. Quello che mi ha colpito ancora di più, oltre al suo terribile calvario con torture di ogni genere, è stato però il racconto di un’esperienza di grande fede. Una fede che stupisce per la sua forza e che arriva a provare misericordia anche per i più terribili persecutori.
Queste figure, spesso così sconosciute e dimenticate, mi pare aiutino a ridimensionare tanti problemi che ci paiono enormi e che se, messi a confronto, fanno un po’ vergognare… Davvero! Quando si è affascinati da un amore grande si può dare anche la vita pur di non perderlo.
Detto questo, mi rimane una domanda altrettanto terribile: ma come può un uomo accanirsi con tanta ferocia su un altro uomo?




Si! veramente queste testimonianze,mi aiutano a passare oltre ai piccoli problemi quotidiani, e mi fanno comprendere che Dio mai ci abbandona, se non può toglierci il dolore,ci sostiene nel momento stesso del bisogno.